giovedì 13 novembre 2014

Processo Eternit: mostra fotografica a Casale dal 15 al 28 novembre

Dagli amici di Voci della Memoria:

"Avvicinandoci giorno dopo giorno a mercoledì 19 novembre, giorno della sentenza in
Cassazione del Processo Eternit cominciato nel 2009, non possiamo non voltarci indietro e
ripensare a quei viaggi in pullman all'alba, a quelle ore interminabili dentro e fuori il
tribunale, alle speranze, le paure, chi c'è stato sin dal primo momento e chi non c'è più,
insomma, alla lotta popolare di una Comunità che è stato il Processo Eternit che ci ha fatto
arrivare dove siamo oggi.
Per questo motivo abbiamo deciso, supportati da il Labirinto e patrocinati dall'Afeva,
d'invitare a Casale Monferrato la fotografa Paola Zorzi e la sua intensissima personale
"Processo Eternit", che ci farà capire una volta di più quanto lunga è stata la strada che
abbiamo percorso e con le sue immagini ci ricorderà che, oltre che una vicenda giudiziaria,
questi cinque anni sono stati soprattutto una lotta popolare fatta di uomini e donne che
non si sono mai arresi".

MOSTRA FOTOGRAFICA PROCESSO ETERNIT DAL 15 AL 28 NOVEMBRE 2014 
Inaugurazione al pubblico sabato 15 novembre ore 18:00 con
Paola Zorzi – autrice e curatrice della mostra
Membri dell’Afeva (Associazione familiari e vittime dell’amianto)
Volontari di Voci della Memoria
Sede e orari:
Galleria della Libreria il Labirinto
Via Benvenuto Sangiorgio, 4 Casale Monferrato
LUN: 16.00 – 19.30
MAR-SAB: 09.00 – 12.30 16.00 – 19.30

Processo Eternit: l'ultima sentenza

CASALE – Mancano pochi giorni al verdetto finale sulla vicenda Eternit.
Dopo i risultati dei primi due gradi di giudizio che hanno sancito la pena di 18 anni di reclusione, per disastro ambientale doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche, a Stephan Schmidheiny, mercoledì 19 novembre la Corte di Cassazione metterà la parola fine a questo lungo percorso con il proprio verdetto.
Da Casale saranno in molti a partire verso Roma, dove dalle 8,30 verrà allestito un presidio davanti alla Corte al quale parteciperanno l’AFEVA e altre associazioni di familiari delle vittime provenienti da molti paesi come Francia, Belgio e Brasile, perché la vicenda Eternit non riguarda solo Casale Monferrato, ma tutto il mondo e purtroppo sono moltissimi gli stati in cui questa fibra-killer viene tutt’ora lavorata.
Il processo ha segnato una svolta sia a livello giuridico sia a livello umano, con migliaia di casi esaminati, testimonianze raccolte, il tutto sotto il continuo peso delle vittime che ogni anno continuano ad aggiungersi all’interminabile elenco dei cari che la città di Casale in modo particolare, continua a perdere (ogni anno circa 50 morti per mesotelioma).

Proprio in loro memoria e per evitare che questo numero continui ad aumentare si è cercato di fare Giustizia per denunciare a tutto il mondo che chi commercializzava l’amianto sapeva della sua cancerosità ma in nome del profitto ha ritenuto meno importante la salute dei propri operai, sacrificandola per i soldi. Casale non si è fatta però sconfiggere da questo nemico e su questo dolore ha costruito la propria forza, la forza di urlare a tutto il mondo che questa fibra uccide, che la vita di un operaio non ha prezzo e che in futuro nessun altro dovrà ammalarsi di mesotelioma. Oltre alla Giustizia le altre due strade da continuare a percorrere sono quelle della Bonifica e della Ricerca, in cui l’Italia è capofila rispetto agli altri paesi. Le aspettative verso mercoledì 19 novembre sono moltissime, la speranza è che venga riconosciuta Giustizia per tutte le vittime con una sentenza unica che rimbalzi in tutto il mondo, creando un precedente potente e importante. Il “signore dell’amianto” potrà anche nascondersi in qualche paese tropicale in cui non è concessa l’estradizione, ma se confermata la sua colpevolezza, si otterrà Giustizia per Paola, Giorgio, Franco, Italo, Salvina…
Christian Pravatà

mercoledì 7 maggio 2014

"Con le idee e il coraggio di Peppino noi lottiamo", Cinisi 9 maggio 2014

Il 9 maggio a Cinisi si svolgerà la commemorazione per l'anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato.
I membri di "Casa Memoria Peppino e Felicia  Impastato" hanno organizzato una serie di eventi, questo l'appello e il programma:



"L'attuale momento è caratterizzato dall'attacco più deciso alle basi della Costituzione, onde arrivare al suo snaturamento, con la prospettiva di un regime presidenziale dove i principi della democrazia e della volontà popolare, anche quelli della sua espressione parlamentare, sono e saranno interamente cancellati da forme di decisionismo fascistoide. Tutto ciò ha anche il suo riscontro nel mondo economico, dal quale sono state cancellate le norme di tutela del posto di lavoro con l'incremento del precariato, dell'insicurezza del domani e con la cancellazione di qualsiasi forma di dignità che dovrebbe caratterizzare ogni soggetto umano. Il tutto con la metodica divaricazione della forbice tra il mondo dei ricchi e quello dei poveri, che sembra rinnovare la scala medioevale dei valori sociali con il ritorno di nuove e vecchie forme di schiavitù. Lo sfascio causato dal malgoverno del berlusconismo continua a distruggere esistenze, lavoro, tutela dei diritti, cultura e arte, oltre che cancellare i settori più importanti della produttività, dall'artigianato, all'agricoltura, al commercio, all'industria. In questa Italia di macerie, dove prolifica il parassitismo di tipo mafioso, Dell'Utri può permettersi la sua fuga all'estero, Berlusconi può beffare la giustizia con le sue buffonate ai vecchietti, Moretti può lamentarsi dei tagli al suo stipendio di 700.000 euro, Grillo può fare comizi a pagamento, Renzi vende fumi e sogni al costo di 80 euro per pochi sopravvissuti. Dappertutto spuntano spinte disgregatrici, in Italia con smanie di secessione, in Europa con attacchi a un'unità economica utile solo ai tedeschi, in Ucraina con fermenti separatisti, in Inghilterra con le tentazioni separatiste della Scozia, in Spagna con quelle dei Paesi Baschi. Pare che le grandi potenze si siano svegliate dal letargo pacifico e siano in preda di smanie e pruriti di guerra. Intanto non accenna a fermarsi il flusso di profughi e migranti che rischiano la vita in cerca di una nuova speranza. L'accoglienza che l'Italia riserva a questa gente in molti casi fa loro rimpiangere le condizioni di vita da cui è fuggita. Per non parlare delle condizioni delle carceri, delle strane morti, costantemente coperte da un velo di silenzio, o addirittura salutate da applausi agli assassini, delle cariche selvagge nei cortei, dello spadroneggiamento americano sul nostro territorio, dai Muos, ai droni, alla disponibilità delle basi militari, all'obbligo di acquisto di armamenti, aerei e navi, all'obbligo di partecipazione a missioni militari di cui non ce ne frega niente. Questo fascismo di ritorno accompagna drammaticamente la svendita delle briciole del già debole capitalismo italiano, senza che all'orizzonte spunti qualche proposta economica e politica su come salvare, gestire e riorganizzare il lavoro. Ricordare Peppino ha ancora un senso se ancora c'è voglia di credere nella rivoluzione come momento per costruire una società dove l'uguaglianza sia il principio fondamentale perché tutti possano sorridere. Abbiamo cercato di superare divisioni e difficoltà per costruire un programma comune. Vi invitiamo il 9 maggio al corteo (Terrasini-Cinisi, ore 17), nel il 36° anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato, per continuare a lottare"con le idee e il coraggio di Peppino"

Programma

 9 maggio 1978-2014

36° Anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato

INIZIATIVE

Il programma è stato concordato tra Casa Memoria e il Forum Sociale Antimafia.

8 maggio

Accoglienza presso Ex Casa Badalamenti - C.so Umberto, 183

Ore: 16.30  "Mafie e antimafia al Nord e al Sud".

I temi che verranno trattati sono:  "L'attività del Centro Impastato-Programmi in corso e il progetto del Memoriale della lotta alla mafia" con Umberto Santino  

"Le lotte per la casa a Palermo" con Nino Rocca

organizzato da Osservatorio Antimafie Monza e Brianza “Peppino Impastato”, Gap di Rimini, Stampoantimafioso di Milano e Centro Siciliano Documentazione Impastato

Ore: 18.30 Convegno Nazionale di “Avviso Pubblico - Amministratori sotto tiro”, presso Casa Badalamenti – C.so Umberto, 183 –

Ore: 20.00 Spettacolo teatrale di Alessio Di Modica “Ossa” .

Spettacolo- Racconto su Placido Rizzotto, sindacalista siciliano che animò il movimento di occupazione delle terre a Corleone dando vita alla prima forma di antimafia sociale.

Ore: 22.00  Esibizione gruppi musicali locali davanti Ex Casa Badalamenti.

9 maggio

Ore: 09.30 - Contrada Feudo  Visita al casolare. Momento commemorativo e sit in di protesta.

Ore: 10.00 - Ex Casa Badalamenti Accoglienza scuole Niscemi e attivisti No Muos e Forum sulle lotte territoriali

Ore: 17.00 Corteo dalla sede storica di Radio Aut di Terrasini a Casa memoria Felicia e Peppino Impastato –

A Chiusura interventi di Giovanni Impastato e Salvo Vitale.

Ore: 20.00 P.zza Vittorio Emanuele Orlando - Premio IV° edizione di Musica e Cultura. Concerto di Daniele Sepe & the rote jazz fraction; esibizione di Francesco Impastato, vincitori del premio “Musica e Cultura”. E con: DJ Abnormal, Le Anomalie e Vincenzo Salomone. Assegnazione del I premio fotografico “Peppino Impastato”.

10 maggio

Ore: 16.00 - Ex Casa Badalamenti Forum sui beni confiscati alle mafie - Lettura documento finale presso Casa Badalamenti – C.so Umberto, 183 –

Ore: 21.00 - Ex Casa Badalamenti Proiezione del video di Paolo Chirco “Fiori di campo” sull’esperienza del collettivo Femminista di Cinisi (1977-78) presso Casa Badalamenti  C.so Umberto, 183 

11 maggio

Ore: 11.00 - Ex Casa Badalamenti Tavola rotonda. Ipotesi per la costruzione di una Rete di Solidarietà Democratica Territoriale tra la Valle dello Jato e il Golfo di Castellammare. Con la partecipazione di amministratori e operatori culturali impegnati quotidianamente a contrastare malapolitica, malaffare, corruzione e mafia.

Ore:17.30 - Ex Casa Badalamenti Presentazione del libro, in presenza dell'autore, I MINISTRI DAL CIELO, di Lorenzo Barbera (sociologo) e con Alessandro La Grassa (presidente del CRESM), a cura di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva - Marcia per la Pace della Sicilia Occidentale '67 e Peppino Impastato.

Ore:20.30 - Sala Civica Comunale - P.zza Vittorio Emanuele Orlando Presentazione concorso e terza edizione “Visioni notturne Sostenibili” e proiezione di documentari (precedenti edizioni):

“Zavorra” di Vincenzo Mineo, 2011, (50')

“Radiografia della miseria” di Pietro Nelli, 1967 (16')

“Dallo zolfo al carbone” di Luca Vullo, 2008, (53')

a cura di Giuseppe Maiorana, direttore di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva.

Durante la serata sarà proiettato il documentario “Voci di popolo” a cura dei volontari e volontarie di Casa Memoria in collaborazione con la Consulta Giovanile di Cinisi.

Mostre

Video installazione "Carmelo Iannì: un uomo al servizio dello stato" presso l'ex Casa Badalamenti

Mostra “Luogo della memoria: U mulinazzu”.I luoghi della lotta di Peppino Impastato: una riproduzione fedele del “mulinazzu”, avamposto dell’economia rurale e della socialità dei cinisensi andato distrutto per la realizzazione della terza pista dell’aeroporto di Punta Raisi.Presso l'ex Casolare Badalamenti, vicino al Campo Sportivo, bene confiscato alla mafia.

Nota: sono possibili modifiche, in corso d’opera.Quasi tutte le iniziative si svolgeranno in Corso Umberto 183 , dove sarà anche installato un media-center. Per ospitalità (campeggio e camere): Residence “Ciuri di campo” – bene confiscato alla mafia gestito dalla cooperativa Libera-mente- via Sandro Pertini traversa 1- Marina di Cinisi. Per info: 3392485455- 3938563107

Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato e Associazione Peppino Impastato

lunedì 20 gennaio 2014

L'ultimo chiuda la porta...

La notizia arrivata due giorni fa è una di quelle che ti scuote, soprattutto se riguarda non una, ma diverse pagine delle tua vita...chiariamoci non è morto nessuno (per fortuna!) ma il Nonoia che chiude (per ora) e che dice addio ai suoi fondatori e colonne portanti Andrea e Roby, è sicuramente una delle cose che rattristerà molti casalesi.
Nel locale storico si sono alternatate penso diverse generazioni di ragazzi in questi anni, ricordo che abbiamo cominciato a frequentarlo quando eravamo appena quattordicenni e dovevamo fare le corse in bicicletta perchè non avevamo la patente...poi in motorino e poi in macchina, parcheggiando sempre nel solito posto dove puntualmente dovevamo spostarla perchè intralciava il passaggio.
"Andiamo via? Aspetta che saluto il Roby e l'Andre..." questa era la frase che sentivi spesso a fine serata, momenti passati magari davanti a partite di Campionato, Mondiali, Europei, ecc dove il Roby rimaneva appostato alla cassa a insultare o applaudire stile capo ultras o l'Andre sembrava rimanere fuori dalla mischia, ma in verità osservava tutto dalla finestrella della cucina, dietro al bancone del bar.
Roby e Andrea, ripeto, erano le colonnne del Nonoia, penso che la frase di Rocky Balboa calzi loro a pennello: "Quando hai vissuto tanto tempo in un posto, tu sei quel posto", loro due erano il Nonoia.
Loro e noi, che ci rattristiamo oggi, il fatto di provare questo sentimento vuol dire che il Nonoia non è stato solo un locale come altri, ma una parte di noi.
Le scene memorabili da raccontare sono tantissime: dalle ciucche, ai fenomeni di turno, ai concerti più belli delle band (unico locale che valorizzava le band giovanili della nostra città!!!) alle "musiche balorde" di Topano, alle perle di saggezza del Dino, alle partite la domenica pomeriggio, dove il 90 % del pubblico erano anziani, questa scena la devo raccontare: partita alla domenica pomeriggio: un signore sugli 80 anni si avvicina alla cassa dal Roby e molto educatamente chiede: "Molinaro! Ce l'hai un crodino???" e il Roby molto educatamente risponde: "Non ce l'abbiamo il crodino, se vuoi ti faccio un rhum-cooler!" il vecchietto non ribatte e si fa fare un punch al mandarino, ma la scena la ricorderò sempre, troppo ridere!
Per non parlare della cucina di Andrea dal Churrasco al Patella Burrito al Rei Momo...cene di lavoro, di classe, compleaani, feste varie...
Ora il Nonoia cambierà gestione, volto, chi lo sa? Ma fatto sta che senza i due eterni ragazzi sicuramente non sarà lo stesso...
Un GRAZIE  a voi che ci avete regalato bei momenti e che avevate sempre qualche minuto per parlare in amicizia e passare un pò del vostro tempo in nostra compagnia!


giovedì 5 settembre 2013

SENTENZA ETERNIT: DEPOSITATE LE MOTIVAZIONI (da "La Vita Casalese" del 5/9/2013)




TORINO- Sono 800 le pagine di motivazioni sulla Sentenza Eternit del 3 giugno 2013 scritte dai giudici della Corte d’Appello di Torino Alberto Oggè, Elisabetta Barbero e Flavia Nasi. 800 pagine che spiegano “oltre ogni ragionevole dubbio” che l’imputato svizzero Stephan Schmidheiny patron di Eternit era consapevole del disastro causato dalla lavorazione di amianto presso i suoi stabilimenti. Le 800 pagine spiegano come lo svizzero, oltre a sapere della cancerosità della fibra, abbia cercato in tutti i modi di nascondere prove e di mettere a tacere tramite azioni legali ogni piccola forma di curiosità dell’informazione pubblica e dei sindacati. Questa sua opera di disinformazione gli consentì di continuare a lavorare l’amianto per oltre dieci anni, da quando il padre Max gli affidò il settore Eternit. La stessa pena sarebbe stata rivolta anche all’altro imputato, il belga Louis de Cartier, ma a pochi giorni dal processo d’Appello il vecchio barone è morto.
Nelle motivazioni si legge: “Stephan Schmidheiny da un lato era ben consapevole del nesso causale esistente tra l’inalazione delle polveri d’amianto e l’insorgenza di patologie che, per la loro gravità, giustificavano una prognosi quasi sempre infausta; dall’altro, intendeva sdrammatizzare il pericolo, accreditando ambiguamente ingiustificate incertezze, pilotando il modo in cui sarebbe stato recepito il fenomeno della pubblica opinione”. Schmidheiny era a conoscenza di alcune ricerche effettuate negli anni ’60 negli Stati Uniti e in Canada sulla cancerosità dell’amianto e sull’imposizione (da parte dell’Osha nel 1975) della concentrazione dell’amianto fino a 0,5 fibre per cc. Fu interpellato lo scienziato Robock per convincere l’opinione pubblica che quel limite non poteva essere imposto alla lavorazione industriale, conseguenza la chiusura degli stabilimenti. Ecco così che la macchina di disinformazione acquista una nuova arma: un manuale chiamato “Ausl 76” riferito ai dirigenti operativi cui si chiedeva di ricorrere ad interventi legali per far desistere eventuali volantini contro l’amianto o altre curiosità scomode da parte di operai o sindacati. Per la sicurezza dentro e fuori la fabbrica venne stanziata la somma insufficiente di 3 miliardi di lire.
L’imputato Stephan Schmidheiny quindi sapeva di causare morti e disastro ambientale nei suoi stabilimenti di Casale, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, ma il profitto, l’avidità e la sua insensibilità erano più forti di qualsiasi dovere morale verso la sicurezza degli operai, di tutti i cittadini e di tutte le persone che ogni anno continuano a morire di Mesotelioma.
I commenti da AFEVA  e UIL 
Bruno Pesce dalla sede AFEVA commenta così le motivazioni della sentenza: “Le motivazioni confermano quanto già sospettavamo riguardo a Stephan Schmidheiny, tuttavia questo documento andrà approfondito iniseme ai nostri avvocati. Emergono eprò subito due aspetti fondamentali: il primo è la consapevolezza da parte di Schmidheiny del dolo e della cancerosità dell’amianto. Fondamentale come prova fu il convegno di neuss del giugno 1976 dove si cercò in nome del risparmio di nascondere all’opinione pubblica la pericolosità dell’amianto. Il secondo aspetto è la morte del belga Louis de Cartier: la stessa pena inflitta a Schmidheiny sarebbe stata uguale per il barone (18 anni di reclusione per disastro doloso ambientale permanente), significa quindi che sono state tolte le provvisionali per morte del reo, ma è chiara la responsabilità della ditta del belga (La Eltex) e conferma la’tteggiamento parimenti colpevole.
Occorre rilanciare dunque le richieste verso lo Stato per la Giustizia e i risarcimenti e che si crei una cordata tra istituzioni (Regione, Comune, associazioni, sindacati) per anteporre prima di tutti i diritti dei malati e dei familgliari delle vittime. La sentenza e queste motivazioni dovrebbero imporre delle iniziative per tutte le parti citate nel documento e intraprendere delle attività di giustizia internazionale per colpire Schmidheiny (sequestro dei beni, congelamento dei conti e arresto) che nel frattempo continua beatamente a vivere in qualche paradiso tropicale (speriamo di no!). Il Brasile ci insegna la via giusta: affiancare alla ‘Multinazionale delle Vittime’ una ‘Multinazionale della Giustizia’”
Luigi Ferrando (Uil ) afferma: “Le motivazioni della sentenza inflitta a Stephan Schmideiny il 3 Giugno  ripercorrono fedelmente l’andamento del processo d’appello che abbiamo vissuto in tutte le sue fasi. La vittoria morale è piena, ma ora occorre trasformare questo successo da virtuale in concreto. Il condannato da contumace si è trasformato in latitante e, a prescindere da come potrà scontare la pena, non si vede tuttora come sia possibile costringerlo a pagare le provvisionali risarcitorie previste in sentenza. Si apre la fase della concretezza, noi come associazioni abbiamo interessato le forze governative affinchè si facciano parte attiva nel perseguirlo anche attraverso azioni diplomatiche internazionali. Il danno arrecato alla cittadinanza della nostra zona e degli altri centri interessati è stato grave e richiede sinergie per ottenere risarcimenti non più dilazionabili, prima ancora di avviare un processo Eternit- bis, sia pure sacrosanto. Parimenti occorre poter utilizzare le somme accantonate dai risarcimenti unilaterali elargiti dallo stesso magnate svizzero attraverso le transazioni effettuate, da destinare a progetti promossi dal neo costituito Centro Regionale Amianto. Noi come sindacato non lasceremo nulla d’intentato per portare concreti risultati ai danneggiati che hanno già troppo atteso”.
                                                                                                                                Christian Pravatà



giovedì 1 agosto 2013

Ricerca contro il Mesotelioma: lavoro congiunto tra Alessandria e Casale



Da "La Vita Casalese" del 1 agosto 2013
 
TORINO - Un passo avanti nella lotta al mesotelioma, malattia correlata all’amianto, che molte vittime ha provocato nella città di Casale Monferrato. La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Sanità, Ugo Cavallera, ha approvato l’istituzione dell’unità funzionale tra l’Azienda ospedaliera e l’ASL di Alessandria per la diagnosi e la terapia del mesotelioma, con il supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino.
Dopo l’approvazione del comitato strategico e di quello scientifico, l’atto dà il via all’unità di lavoro congiunto tra le due città per garantire il coordinamento delle ricerche.
Negli Ospedali di Casale Monferrato e di Alessandria da tempo è attiva una collaborazione consolidata tra gli operatori sanitari, il Gruppo Interdisciplinare Cure, che affronta i casi più complessi ed ha elaborato un percorso diagnostico terapeutico apprezzato dalla popolazione.
L’Azienda Ospedaliera alessandrina ospita una Banca Biologica del mesotelioma maligno con l’obiettivo di raccogliere, caratterizzare e conservare tipologie diverse di biomateriali ottenuti da pazienti affetti da mesotelioma.
L’Asl e l’Aso di Alessandria hanno proposto alla Regione un progetto riguardante la creazione di “un’unità funzionale interaziendale mesotelioma” raccordata con il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino per tutti gli aspetti riguardanti la ricerca clinica, preclinica e traslazionale e per l’ottimizzazione della classificazione del materiale patologico raccolto nella banca biologica.
Il progetto ha ottenuto il parere favorevole della Consulta Tecnico Scientifica e del Comitato strategico amianto.
“Con questo provvedimento, la Regione intende demandare alle Asl e Aso di Alessandria il compito di predisporre un piano di azione e di spesa rivolto anche ad attrarre parte delle risorse accantonate- a titolo di indennizzo- a favore dei famigliari delle vittime da amianto” – dichiara l’Assessore Cavallera.
“Un passo alla volta si delineano nuovi scenari per la ricerca di cure-afferma Bruno Pesce di Afeva- l’entrata in questa rete di lavori porterà a nuovi protocolli di cura per Casale e Alessandria, diventando un punto di riferimento per la Ricerca nazionale. Questo passo mostra un dato importante: l’interessamento e l’impegno delle istituzioni pubbliche (grazie soprattutto all’on. Balduzzi) nel destinare le risorse disponibili. E’ un dare e ricevere continuo tra le istituzioni e i centri di Ricerca, il tutto porterà ad una ricaduta positiva sui nostri pazienti”. Ieri pomeriggio alle 14,30 presso l’ASL di Casale si è tenuto un incontro tra gli organi interessati, AFEVA, il sindaco Giorgio Demezzi e di altri paesi monferrini per programmare insieme i passi da compiere per arrivare ad una convenzione con l’Università di Torino e per impostare i primi fondi per il personale dedicato.

Christian Pravatà

giovedì 25 luglio 2013

Medaglia d'oro del Ministero della Salute alla nostra Romana!!!!!



Ricevo e pubblico con grande gioia e orgoglio questa testimonianza degli amici di "Voci della Memoria" pubblicata oggi su "La Vita Casalese"

ROMA-  “Presidente dell’Associazione Familiari Vittime dell’Amianto dal 1988, puo’ essere definita il simbolo della lotta all’amianto per l’impegno, l’umanità, la passione e la forte determinazione con cui si batte perché tutte le vittime della fibra killer del mesotelioma possano avere giustizia.
La straordinaria volontà dimostrata in tutti questi anni ne ha fatto un punto di riferimento nazionale.
Sotto la sua guida l’Associazione Afeva ha assunto un ruolo di rilievo sia in Italia sia all’estero nella battaglia contro l’amianto.”
Con queste parole Romana Blasotti Pavesi, la “nostra” Romana, ha ricevuto venerdì 19 luglio 2013 dal sottosegretario Paolo Fadda la medaglia d’oro che viene conferita ai Benemeriti della salute pubblica e al merito della sanità pubblica da parte del Presidente della Repubblica Italiana su proposta del Ministero della Salute.
Un onore che non ha eguali in Italia, un onore per Romana perché lei rappresenta nel cuore, nel dolore, nell’anima tutti i cittadini Casalesi che coraggiosamente e orgogliosamente fanno i conti con la tragedia dell’amianto e sono fieri di raccontare come la nostra Comunità, nonostante i tanti lutti, non solo non si arrende ma addirittura combatte la triste eredità della Eternit nelle aule di Giustizia, invocando la bonifica dei tanti manufatti d’amianto ancora presenti nella nostra città, nell’incoraggiare la ricerca di cure per il mesotelioma con il quale, sempre più spesso, ci si trova ad avere a che fare in seno alle proprie famiglie.
Venerdì 19 Romana, accompagnata dal figlio Ottavio, ha trovato ad aspettarla al Ministero la delegazione numericamente e coloratamente più numerosa fra quelle presenti per applaudire e festeggiare i titoli conferiti, quella di Voci della Memoria Casale Monferrato.
Dopo giorni di trattative con la gentilissima segretaria di Gabinetto del Ministro, gli attivisti di Voci partiti da Casale Monferrato e quelli di Roma, hanno potuto entrare con la propria maglietta e la bandiera “Eternit Giustizia”, al fine di far sentire a Romana e di far capire una volta di più, la vicinanza a una straordinaria donna che rappresenta una Comunità intera.
Casale è conosciuta e riconosciuta in tutta Italia, si, grazie all’esempio di persone come Romana Blasotti Pavesi: moglie, madre, amica, combattente, adesso anche premiata dal Capo dello Stato, perché persone come Lei non fanno la storia, persone come Lei sono parte della Storia d’Italia.
Voci della Memoria